VIAGGIO NEI PAESI BALTICI
Fotografie di ROBERTO VENEGONI
14 – 29 APRILE 2017
BIBLIOTECA CENTRALE – PALAZZO SORMANI

CORSO DI PORTA VITTORIA, 6 - MILANO

ORARI DI VISITA: DA LUNEDÌ A SABATO 10 – 19 INGRESSO LIBERO / CHIUSO MARTEDÌ 25 APRILE 2017

MEZZI PUBBLICI: BUS 54, 60, 73, 84, 94/ TRAM 12, 23, 27/ M1 (SAN BABILA), M3 (MISSORI)

ACCESSO FACILITATO AI DIVERSAMENTE ABILI

 
 

ROBERTO VENEGONI Aggirarsi negli Stati Baltici oggi, alla ricerca di tracce del passato, non è cosa facile. Un po' come si racconta in Tatranky a proposito di Praga, le tracce del passato sovietico in questi tre paesi sono state quasi tutte cancellate, almeno dalla vista. Statue rimosse e simboli spariti, sono rimasti solo alcuni, rari, monumenti eretti dai sovietici, per ricordare la vittoria sul Nazismo.
Non sono però spariti i numerosi quartieri costruiti per dare alloggio ai numerosi immigrati di origine Russa che il regime mandava nei Paesi Baltici per sostenere il processo di russificazione.
E' quindi qui, nell'architettura popolare che si possono trovare le tracce di un passato non così lontano. Nei palazzi severi eretti nei pressi dei centri delle città, nelle palazzine basse che spuntano qua e la tra gli eleganti palazzi dell'ottocento e soprattutto nei palazzoni delle periferie, dove interi quartieri, completamente estranei al contesto del centro si ergono un po' fieri e un po' fatiscenti tra alti alberi e prati ancora ben curati.
E colpisce soprattutto una cosa in questi quartieri, l'estrema pulizia e il generale rispetto per ciò che è di tutti. Questo si, eredità del Socialismo Reale.
Rimane poi una certa atmosfera grigia, severa e palpabile più che altro suggerita dal paesaggio scarno e grigio e verde. Ci si chiede quanto quest'ultima sensazione sia dettata dalla realtà dei fatti oppure da un certo immaginario che noi, abitanti dell'Europa del sud abbiamo dei paesi dell'est.