CLOSE-UP
courtesy: Paci contemporay
Fotografie di RALPH GIBSON
30 MARZO – 27 APRILE 2017
ASS.NE CULTURALE BARICENTRO SPAZIO MOSTRE

VIA POLA, 6 - MILANO

ORARI DI VISITA: DAL MARTEDÌ AL SABATO 15,30 – 19 – LUNEDÌ SU APPUNTAMENTO T. 02 603628 / INGRESSO LIBERO / CHIUSO 16 E 17 APRILE 2017

 
 

GIBSON RALPH GIBSON – L’Anticlassico di Francesca Nava
La cosa che più colpisce, quando si legge la biografia di Ralph Gibson (nato a Los Angeles nel 1939), è che ha lavorato con la stessa macchina fotografica per quasi cinquant’anni, una Leica M System, a cui l’artista ha dedicato anche un’edizione limitata, firmata e numerata.
Quasi fosse un talismano, una bacchetta magica a cui affidare il proprio talento. E questa è solamente una delle tante peculiarità che rendono così straordinario e singolare questo fotografo internazionale, che Paci contemporary ha l’onore di rappresentare in esclusiva per l'Italia, e che l’Associazione culturale Baricentro ha il privilegio di ospitare nel proprio spazio espositivo di Milano con un Solo Show: Close-up
L’associazione culturale Baricentro nella mostra Close-Up presenta alcuni dei lavori più famosi di Ralph Gibson, tutte fotografie rigorosamente vintage dai cicli “Somnambulist” e “Deja-Vù” degli anni '60-'70, fino ai nudi femminili, immagini erotiche e allusive, in bilico tra realtà e immaginario.
Mistero, estetica, sensualità sono gli elementi che si ritrovano regolarmente nella lunga serie di lavori firmati dal fotografo americano. Le opere di Ralph Gibson sono Immagini sospese in un tempo teso e cristallizzato che rivelano un'attenzione costante per la composizione, catturano la realtà nella sua evidenza materiale, eppure riescono a divenire oggetti perturbanti, enigmatici, capaci di suggerire energie sensuali ed emozioni.
Perché definire Ralph Gibson “anti-classico”?
Classico è, per definizione, “ciò che ha un valore tanto alto da diventare tradizionale, cultura condivisa”. Classico è anche, aggiungerei, ciò che ci aspettiamo di vedere, di sentire, di provare. Classico è ciò che non scompone, non turba, non sconcerta.
Ecco perché Gibson è “anti-classico”: le sue fotografie rivelano, sì, un'attenzione costante per la composizione e per le proporzioni delle immagini, somigliano a un frammento classico, monumentale… eppure c’è sempre un particolare che tradisce il classicismo.
Che scompone, che turba, che sconcerta lo spettatore.
È un particolare che non ci si aspetta ma che, ora che lo si osserva con attenzione, non può che essere lì. È quel particolare a dare completezza e perfezione all’immagine.
È il particolare, il close-up che non ci si aspetta.

Ralph Gibson, 1939 Los Angeles, California
Vive a New York
Ralph Gibson si è avvicinato alla fotografia durante i quattro anni di servizio nella marina militare, perfezionandosi poi al San Francisco Art Institute. Ha lavorato come assistente di Dorothea Lange e come operatore cinematografico con Robert Frank a New York, dove si è trasferito definitivamente nel 1969. Dopo avere collaborato per un breve periodo con l'agenzia Magnum, Gibson ha creato un proprio studio e una casa editrice (Lustrum), fondata proprio per superare i limiti dell’editoria dell’epoca. Influenzato da Henri Cartier-Bresson e da William Klein, ha pubblicato il suo primo libro fotografico nel 1966 (The strip). Negli anni Settanta appaiono le pubblicazioni The somnambulist (1970) e Déjà-vu (1973), in cui le immagini, in bianco e nero e organizzate in sequenza, alludono a tematiche surrealiste.
Ne L'anonyme (1986) l'attenzione di Gibson si è rivolta al nudo femminile.
Le fotografie di Ralph Gibson sono state esposte in centinaia di mostre, pubblicate in oltre 40 monografie e insignite di prestigiosi premi quali: Leica Medal of Excellence, Eastman Kodak Grant to photography, The Lucie Award, FOTOmentor Lifetime, Grand Medal of the City of Arles, John Simon Guggenheim Memorial Fellowship ecc.
Il lavoro dell'autore è presente in importanti collezioni, tra cui: Museum of Modern Art (New York, USA); the Whitney Museum of American Art (New York, USA); the International Center of Photography, New York (USA); Kemper Museum of Contemporary Art, Kansas (USA); Museum Ludwig, a Colonia (Germania); the Stedelijk Museum, a Amsterdam, e molti altri…