QUID PRO QUO
Fotografie di CARLA CABANAS
19 MARZO – 30 APRILE 2017
CASTELLO VISCONTEO DI LEGNANO

VIALE TOSELLI – LEGNANO (MI)

Orari visita: sabato 15-19 / domenica 10-12,30 / 15-19 – Ingresso libero

CHIUSO DOMENICA 16 APRILE 2017 PASQUA

 
 

CARLA CABANAS Carla Cabanas è una giovane artista portoghese. Anche Lei, come Tziano Doria, lavora sul concetto di Memoria e Tempo, ma avvicinando la ricerca ad un livello più intimo e famigliare, legato a storie personali o di persone più che ad eventi storici che appartengono a tutti. Ritrovando, tuttavia, un fil rouge che unisce le sue storie a quelle di tutti noi, ancora una volta, No Man is an island. Siamo tutti uniti.
Il video proiettato nella ex Cappella del Castello, "Quid pro Quo" inizia con un'immagine in bianco e nero e ci si rende conto ben presto che è il filmato di una foto filmata. E' facilmente riconoscibile una vecchia foto di famiglia (simile a quelle che chiunque di noi può avere a casa), con tutto il significato implicito, stabilendo un rapporto diretto con l'idea di conservazione della memoria. La mano dell'artista poi entra nell' inquadratura con un coltello ed inizia a graffiare la foto. Cancellare l'immagine con dei graffi aumenta l'intensità e l'importanza violenta del gesto. Da un lato cerca di mostrare un ambiente intimo e diretto, libero dall'uso dell' estetica. Eppure, ciò che vediamo accadere non è solo la cancellazione / raschiatura di un'immagine, ma la sua trasformazione in qualcosa d'altro. Disegnando e intervenendo su una superficie che contiene già informazioni, una storia, Carla Cabanas cerca di creare un'immagine (nuova) sopra un'altra immagine. Quando cambia o trasforma una cosa in un'altra Carla si avvicina al concetto di quello che i latini chiamavano “quid pro quo” (cioè, prendere una cosa per un'altra) . Il video così diventa una prova del processo creativo che sottende al disegno stesso, includendone tutti i gesti tipici: le esitazioni, gli errori e le pause prese per pensare. E in questo processo di scambio con lo sfondo, il disegno cambia davanti ai nostri occhi - diventando altro da sè. Il lavoro, non a caso viene presentato nella ex cappella del Castello di Legnano, dove alle pareti rimangono visibili i segni di antichi affreschi, di cui resta una traccia come se il Tempo ne avesse cancellado, raschiando, le figure principali. Cosi come Carla fa nel video e nel suo lavorare sulla Memoria del Tempo.

Carla Cabanas ha lavorato su un archivio fotografico dei primi del XX secolo, una raccolta di immagini che ha pensato come fotografie appartenenti alla sua famiglia, perché appartenevano al professor Luís Cabanas, con cui condivide sia cognome che antenati. Queste foto stereoscopiche, in realtà, erano state di proprietà di Francisco Manuel Fialho, che le offrì al professor Cabanas per la sua ben nota passione per la fotografia. Si dice che Francisco Manuel Fialho era un contadino che aveva studiato ingegneria: un intellettuale, un uomo colto che aveva viaggiato in Europa, un uomo inusuale, secondo tutti, per il posto dove viveva, Alentejo. Non è mai stato sposato, non aveva figli e nei suoi ultimi anni, in ultima analisi, si sentiva molto solo, mai certo se chi si avvicinava lo facesse per vero affetto o per altri motivi. Morì nel 1960, a 99 anni, senza lasciare eredi e le sue cose erano sparse in giro. Tra gli altri interessi, ha condiviso una grande passione per la fotografia, un mezzo che, all'epoca, non era accessibile ai più e poteva essere praticato solo attraverso la conoscenza e la dedizione. Per prima cosa, Carla Cabanas era interessata alla qualità e al valore storico di queste immagini, ma poi si è coinvolta in questo racconto e il vuoto lasciato dopo la morte: interviene così su un'immagine rendendola astratta, creando come uno specchio in cui lasciare abbastanza spazio all'immaginazione per riflettersi.