IL TEMPO DEI PAPAVERI
Gorla Maggiore dall’inizio del ‘900 al secondo dopoguerra
MOSTRA A CURA DELLA UNIVERSITÀ DELLA TERZA ETÀ CON IL SUPPORTO TECNICO DI AFI
30 APRILE 2017 – 21 MAGGIO 2017
TORRE COLOMBERA

VIA CANTON LOMBARDO – GORLA MAGGIORE (VA)

Orari visita: venerdì e sabato 16-19 / domenica e festivi 10-12 / 16-19 – Ingresso libero

 
 

UNIVERSITÀ DELLA TERZA ETÀ Nella sua autobiografia, in data 8 luglio 1962, lo scrittore e regista Mario Soldati scrive: “Oltre Gorla, verso Tradate, una quindicina di giorni fa. […] La campagna coi suoi colori è a un massimo: forse, proprio al massimo. Fermo la macchina, e resto in contemplazione stupefatta davanti a un prato tutto rosso di papaveri. Rosso e verde, verde e rosso […] Fisso ostinatamente, perdutamente, quel rosso dei papaveri: e sento, nel profondo, un’amarezza che mi sembra nuova […] Ci penso a lungo. Cerco di spiegarmi come stiano veramente le cose. Arrivo a una conclusione che, forse, riguarda non soltanto me stesso, ma un po’ tutti gli uomini: e forse, perciò, vale la pena di annotarla. […] Una volta […], quando eravamo bambini insomma, non esistevano per noi vere amarezze né vere insoddisfazioni: nulla era effimero e nulla melanconico […] Oggi, anche queste gioie subiscono la sorte di tutte le altre che le hanno precedute. Perdono la forza e l’incanto. Si mescolano di amarezza e insoddisfazione. Qualcosa ci dice che, anche loro, presto finiranno. […] Oltre il prato dei papaveri, ci attende il piacere di capire: ma oltre il piacere di capire, che cosa ci attende?”. (da Mario Soldati, Un prato di papaveri, Arnoldo Mondadori Editore, 1973)
UNIVERSITÀ DELLA TERZA ETÀ I papaveri di Mario Soldati ci danno l’idea del tempo che scorre, evocano momenti di bellezza e di vita che ci sono sfuggiti, richiamano la malinconia che ci prende pensando alle cose e alle persone care scomparse. C’è un’affinità tra i papaveri e questa mostra di fotografie: i papaveri non si trovano quasi più e se si trovano presto svaniscono, così la Gorla Maggiore dall’inizio del Novecento al secondo dopoguerra richiamata nelle immagini è la testimonianza di un tempo perduto, di un paese che non c’è più. La mostra serva almeno a non dimenticare e, se possibile, a capire. (Mario Alzati)