[u·to·pi:·a]
Fotografie di CARLO BEVILACQUA
1 APRILE – 30 APRILE 2017
CASTELLO DI MONTERUZZO

VIA G. MARCONI, 1 – CASTIGLIONE OLONA (VA)

Orari visita: da martedì al sabato 14,30 – 18,30 / domenica 10 – 12 / 15,30 – 18,30 – Ingresso libero

CHIUSO DOMENICA 16 APRILE 2017 – PASQUA E MARTEDÌ 25 APRILE

INFOTEL: 349 0741096

 
 

CARLO BEVILACQUA [u·to·pi:·a] è un progetto fotografico di Carlo Bevilacqua che dopo aver esplorato il mondo degli eremiti contemporanei con Into The Silence, ha dedicato cinque anni alla realizzazione di questo viaggio visuale dall’india e Singapore a Vancouver Island in Canada attraverso Europa e Stati Uniti, tra comunità alternative, spirituali, artistiche, hippie, ecologiche ma anche iniziative individuali che incarnano lo spirito utopico delle grandi imprese.
Dalla comunità eco spirituale di Damanhur in Italia a quella di Auroville in India e Mandarom in Francia, da Spirit Land in Galles al villaggio socialista di Marinaleda in Andalusia, Spagna, da Christiania, in Danimarca, la più famosa delle comunità hippie urbane, a Uzupis il quartiere degli artisti di Vilnius in Lituania.
E ancora dagli esempi degli Stati Uniti come Yogaville, Twin Oaks, The Farm, Arcosanti, Eliphante ed Earthship a Singapore, la città dell’utopia capitalista fino ad imprese che, come quella di Mulai che da solo ha piantato una foresta di 1500 ettari su un’isola del fiume Bramhaputra in India devastata da una inondazione quella di Joop Van Lishout a Rotterdam un artista che ha sviluppato una sua poetica sull’utopia post Industriale.
Nel 1516, il filosofo Thomas More, ispiratosi molto probabilmente alla repubblica di Platone, conia il termine “utopia” per descrivere una società idealizzata dai principi comunitari, che vive di agricoltura, produce solo per il consumo e non per il mercato, dove proprietà privata e denaro sono aboliti.
Ma cos’è l’Utopia oggi? Esistono realtà che hanno saputo tradurre in esperienza le astrazioni intellettuali e hanno davvero dato vita a possibilità alternative di esistenza basandosi sulle qualità dell’Uomo?
Nel mondo negli anni sono nati e si sono sviluppati tantissimi insediamenti a misura d’uomo, in cui, non solo si immaginano, ma si sperimentano, società egalitarie, micro-universi in continua evoluzione la cui organizzazione si basa su modelli che tentano di conciliare un’alta qualità di vita alla protezione delle risorse naturali con un approccio che integra ecologia, educazione, metodi decisionali partecipativi, tecnologie alternative e progetti economici. Figlie di esperimenti nati come fenomeni d’avanguardia, talvolta evoluti in direzioni diverse da quelle inizialmente concepite o abbandonati cessata la spinta propulsiva, le “utopie realizzate” oggi, sempre meno relegate nelle nicchie dei movimenti alternativi, si trovano ad affrontare sfide inedite con differenti e urgenti istanze.
Un rinnovato desiderio di “altrove” comporta necessariamente una ridefinizione della natura e del ruolo dell’utopia. Le parole dell’artista americano Steve Lambert a questo proposito offrono lo spunto per una nuova riflessione: : “l’utopia più che una destinazione è una direzione. Scopo dell’utopia è quello di dare una direzione per poter progredire e non quella di “luogo” da raggiungere. Vi è implicita l’idea di “futuro”, di un futuro senza errori commessi precedentemente, con un nuovo punto di vista nella bussola che orienta il nostro viaggio…”
Ed è da queste premesse che si sviluppa [u•to•pi:•a] il progetto fotografico di Carlo Bevilacqua che dopo aver raccontato il mondo degli eremiti contemporanei con Into The Silence, ha dedicato quasi cinque anni alla realizzazione di questo viaggio visuale dall’india e Singapore a Vancouver Island in Canada, attraverso Europa e Stati Uniti, alla scoperta non solo di comunità alternative, spirituali, artistiche, hippie, ecologiche ma anche di iniziative individuali che delle grandi imprese incarnano lo spirito utopico.
[u·to·pi:·a] distribuito dall’agenzia fotografica Parallelozero, Menzione d’onore al Moscow Photo Award e selezionato in Festival come Encontros da Imagem in Portogallo, è stato pubblicato in Italia, Cina, Germania, Norvegia, Corea, su magazine come Marieclaire, Stern, Civilization e Aftenpost.

Bevilacqua Carlo Bevilacqua, fotografo e regista nato a Palermo nel 1961, alterna la fotografia alla regia di documentari e videoclip.
Vive a Milano e collabora con riviste e agenzie di pubblicità e pubbliche relazioni, Ha insegnato fotografia al Politecnico di Milano nelle sede italiana del Fashion Institute of Technology Of New York . Ha diretto vari documentari tra cui, in collaborazione con Francesco Di Loreto, Little Red Robin Hood documentario biografico su Robert Wyatt, cantante e batterista dei Soft Machine, con la partecipazione di Elvis Costello, Brian Eno, Phil Manzanera e Nick Mason , Moira Orfei Amore e Fiori, colorato affresco pop sulla regina del circo, e vari videoclip per artisti come Cristina Donà, Marco Parente e Antonella Ruggiero.
Oltre alle manifestazione curate dall’AFI, i suoi lavori fotografici sono stati esposti o proiettati in vari foto e film festival internazionali come Boutographies in Montpellier, Francia, Fotografia Europea Reggio Emilia, PhotoBiennale di Salonicco Grecia, Fotografia Festival Roma, Festival Fotografico Europeo - Afi, Cortona On The Move, Photography Open Salon 2012 - China House - Kuala Lumpur (Malaysia), Indian Vision a London, International Meeting of Photography Plovdiv, Center for Fine Art Photography Colorado USA , National Portrait Gallery Londra UK, Singapore Internationale Photo Festival, Copenaghen Photo Festival, Munchen Stadt Museum Monaco.
Collabora con l’agenzia Parallelozero e ha pubblicato su magazine internazionali come Stern, GEO, Ojo De Pez, China Lens, La Croix, Die Zeit, Io Donna, Marieclaire.
Tra i suoi lavori ricordiamo:
Il volume In Italia, pubblicato dalla Federico Motta Editore con testi di Mario Botta, Into The Silence Eremiti del Terzo Millennio e Indian Stills.