WHITE BRINKS
In collaborazione con la rivista EYES OPEN
Fotografie di ALESSANDRO IOVINO
26 MARZO – 25 APRILE 2017
VILLA POMINI

VIA DON LUIGI TESTORI, 14 - CASTELLANZA (VA)

Orari visita: venerdì e sabato 15-19 / domenica 10-12,30 / 15-19 – Ingresso libero

APERTO DOMENICA 16 APRILE (PASQUA), LUNEDÌ 24 E MARTEDÌ 25 APRILE 2017

 
 

ALESSANDRO IOVINO Il corpo degli esseri umani è fatto dal 70% di acqua; ogni nostra azione, pensiero e creazione è condizionata da questo elemento. Perché allora lo abbiamo dimenticato?
Che fine hanno fatto i nostri fiumi? Dove sono? Ci sono ancora? Come vengono utilizzati?
“I fiumi sono stati per secoli la nostra vita, fonte primaria di alimentazione, energia, trasporto. Recentemente la loro ricchezza è stata brutalmente usata e poco rispettata. Il loro corso è stato interrotto da sbarramenti e dighe, le loro acque sottratte per forme di agricoltura insostenibili e inquinate per scopi commerciali, i loro alvei cementificati o trasformati in discariche a cielo aperto. Una tragedia che scontiamo e sconteremo se non si attueranno politiche di riqualificazione naturale”
Noi, gente di città, circondati da lingue grige di cemento e asfalto, schiavi di una giornata fatta di troppe poche ore e assuefatti da nuvole di smog, non ci accorgiamo di quello che succede ai nostri fiumi e della vita nascosta che si sviluppa attorno ad essi.
Questo lavoro fotografico ha la finalità di far conoscere il popolo dei fiumi e il territorio Italiano che si sviluppa lungo essi. Un documentario che mostra la “società dimenticata” di chi vive lungo gli argini di questi serpenti d’acqua. Un progetto che indaga su un’Italia incosueta che vive sulle sponde dei fiumi un tempo così importanti per il nostro paese, mentre oggi emarginati e deviati come fossero d’intralcio alla vita ”moderna”. Un modo di vivere, quello di questa popolazione “nascosta”, lento e perseverante, che si tiene lontano dalla vita frenetica della società moderna e mantiene le sue radici ben radicate al “tempo della natura”.
In questo mio lavoro cerco di raccontare i nostri fiumi più importanti, non solo attraverso i suoi aspetti più “fisici”, camminando lungo le sue sponde e seguendo il loro andamento, ma anche indagando le conseguenze che essi hanno sulla vita degli uomini che nascono e vivono accanto ad essi. Una vita scandita al ritmo dell’acqua, che ti allerta d’inverno e ti consola d’estate.

Alessandro Iovino è un fotografo Italiano nato a Parma.
Ha iniziato la sua carriera fotografica nel Giugno del 2013 dopo essersi diplomato alla Speos school a Londra. Intraprendere un percorso fotografico, significava allora fare un grande cambiamento nella vita di Alessandro, infatti, prima di diplomarsi a Londra, Alessandro si è laureato in Economia e Marketing all’Università di Parma.
Dal 2009 al 2012, ha viaggiato in lungo e in largo, mettendosi alla prova e maturando una curiosità verso il “diverso” che l’ha spinto ad avvicinarsi al reportage per raccontare le storie del mondo.
“Credo fermamente che la fotografia e le arti visive in generale, siano strettamente collegate con la nostra memoria, e che la memoria sia una delle fonti principali da cui sgorgano le nostre emozioni, queste ci rendono gli esseri umani che siamo”. La fotografia ha intrinseca due peculiarità contradditorie, di essere oggettiva e allo stesso tempo avere un unico punto di vista.
“ Voglio raccontare storie e scattare fotografie di ogni tipo, non importa quale sia il tema o il soggetto, voglio che la mia fotografia rifletta le mie ossessioni e quello che sono in quel preciso istante della mia vita. La fotografia è uno strumento molto personale per comunicare chi sono, allo stesso tempo può diventare un mezzo di comunicazione per un audience più ampio per divulgare temi importanti che rimarranno ricordati nella storia”.
Nel 2014, è entrato casualmente in contatto con Cesura, il collettivo indipendente Italiano nato dalla volontà di cinque fotografi di cambiare qualcosa nel panorama della fotografia Italiana, con il sostegno del loro maestro, il fotografo Magnum Alex Majoli.
“La fotografia è un processo di comprensione rivolto a se stessi e verso ciò che ci circonda, è uno strumento di comunicazione molto potente che si addentra nella testa delle persone come unica unità di misura memorizzabile, è uno specchio della verità che ci riflette senza maschere né menzogne. La fotografia è una cosa seria”.
Alessandro lavora con titoli nazionali e internazionali tra cui: New York Times, Le Monde, Huffington Post, The Guardian, Internazionale, La Stampa e molti altri.
Alessandro si trova ora in Italia per portare Avanti alcuni progetti personali sul territorio.
I travel to not become blind,” Josef Koudelka