ALLO SPECCHIO
mostra degli studenti del 5° anno del liceo artistico P.Candiani di Busto Arsizio
26 MARZO – 23 APRILE
FONDAZIONE BANDERA PER L’ARTE

VIA ANDREA COSTA, 29 – BUSTO ARSIZIO (VA)

Orari visita: da giovedì a domenica 16 -19 / Ingresso libero

CHIUSO SABATO 15 E DOMENICA 16 APRILE 2017 PASQUA

 
 

STUDENTI LICEO ARTISTICO P. CANDIANI BUSTO Che cosa vede un adolescente allo specchio? Cosa gli appare, una volta controllato l'abbigliamento, l'acconciatura, lo sguardo ostile o seduttivo con cui si presenta a un mondo che gli risulta, il più delle volte, ostile o poco comprensibile?
Quello che vede un adolescente è mostrato nelle fotografie che seguono, ed è un mondo ricco, vivo e mutabile, che invita gli adulti ad un'osservazione attenta e rispettosa.
Non è un caso, forse, che Massimo Bontempelli, accingendosi a scrivere un racconto per bambini (ma il discorso vale anche per gli adolescenti) pensasse di unire nella propria narrazione i simboli dello specchio e della scacchiera: da una parte, ciò che divide ed unisce, l'elemento che confonde i tratti nitidi della logica separativa, invitandoci a porci domande sulla natura falsamente monolitica dell'identità; dall'altra un'immagine del gioco strategico, in cui vincoli e possibilità dialogano in una rete di rapporti complessa e affascinante.
Un adolescente allo specchio è un ossimoro. Mutevolezza e fissità si riuniscono in una sola immagine, e ci sollecitano ad uno sguardo meno convenzionale.
Bianchi Lo specchio, quindi, nelle immagini che seguono, può essere di volta in volta apertura, domanda, allegoria.
C'è chi ha posto l'oggetto di fronte a sé, come per proteggersi, annullarsi, nascondersi, e ha lasciato che l'immagine travalicasse la cornice, in un'estasi panica o in un'euforia coloristica.
Altri hanno cercato nello specchio il proprio fantasma, gli hanno affidato il compito di esprimere il proprio non-detto, hanno interrogato la superficie liscia per trasformarla in un abisso. Molti si sono posti di fronte all'oggetto in una posizione che non permette all'osservatore di coglierne i tratti del viso: forse hanno voluto demandare allo specchio una risposta alla domanda su di sé che rimane ancora sospesa.
Altri ancora, infine, hanno pensato allo specchio come a un collettore di immagini ideali. Non ci si raffigura in ogni momento della giornata, non si lascia testimonianza dei nostri momenti transitori; alla messa-in-posa si affida una riflessione sul reale che si concretizza in figure, non a caso, di limite ed errore.
Tutti i giovani coinvolti in questo progetto, comunque, hanno saputo cogliere il carattere ambiguo e perturbante dello specchio, utilizzandolo per raccontare qualcosa di sé.
A noi rimane il compito di rispondere al loro messaggio con predisposizione al dialogo e affabilità.