GLI ANNI DELLA DOLCE VITA
Mostra organizzata nell’ambito del Busto Arsizio Film Festival in collaborazione con l’ICMA
Fotografie di AUTORI VARI
18 marzo – 30 aprile 2017
VILLA CALCATERRA

VIA MAGENTA, 70 – BUSTO ARSIZIO (VA)

ORARI VISITA: DAL MARTEDÌ AL VENERDÌ: 10-12/ 15-19 – SABATO E DOMENICA 15-19 – INGRESSO LIBERO

CHIUSO DOMENICA 16 APRILE 2017 E MARTEDÌ 25 APRILE 2017

 
 

GiacobbiUn raccolta di fotografie in bianco e nero scattate da alcuni tra maggiori fotografi italiani tra la fine degli anni ’50 ed il 1968.
La mostra Gli anni della dolce vita, tendenze della fotografia italiana, restituisce uno spaccato della vita italiana dall’immediato secondo dopo guerra fino al post boom economico degli anni’70.
Voluta dalla FIAF, federazione italiana associazioni fotografiche, l’esposizione raccoglie settanta fotografie in bianco e nero divise in tre sezioni: la dolce vita, l’amara vita e la nuova vita.
La prima sezione è un omaggio alle grandi personalità del cinema italiano degli anni ’50 : davanti ai nostri occhi scorrono le foto di Pier Paolo Pasolini che gioca a calcio con un gruppo di ragazzi, di De Sica che fuma una sigaretta mentre aspetta che si sblocchi il traffico, Mastroianni con la figlia, Sophia Loren, Totò e tanti altri grandi attori.
La seconda sezione è dedicata alla vita reale, quella di un paese che, uscito distrutto dalla guerra, doveva ricominciare a vivere facendo i conti con le difficoltà economiche di alcune zone del sud Italia. Queste foto sono terribilmente reali, danno uno spaccato della vita quotidiana in quelle zone che non conoscevano ancora il processo di industrializzazione. Visi e luoghi poveri, una miseria che non viene narrata, ma è lì mostrata a chiunque la voglia vedere. Dietro le macchine fotografiche grandi nomi della fotografia come Mario Giacomelli, Mario De Biasi, Nino Migliorini, Gianni Berengo Gardin, Elio Ciol e Giorgio Tani.

Colombo L’ultima parte ci presenta i grandi cambiamenti nella vita italiana: l’emigrazione dal meridione verso il nord Italia e verso la Svizzera, le nuove fabbriche, il boom dell’automobile, il benessere dei giovani borghesi e le manifestazioni in piazza del ’68.