SIRIA, IL LENTO RITORNO ALLA VITA
Fotografie di GIORGIO BIANCHI
18 marzo – 30 aprile 2017
PALAZZO MARLIANI CICOGNA

Piazza Vittorio Emanuele II – Busto Arsizio (Va)

Orari visita: martedì, mercoledì e giovedì 14.30-18.30 / venerdì 9.30-13 e 14.30 18 / sabato 14.30-18 / domenica 15-18,30 – ingresso libero

Chiuso: domenica 16 aprile  2017 Pasqua - 25 aprile

Accesso facilitato ai diversamente abili.

 
 

Giorgio Bianchi Sei anni di guerra, oltre 300.000 morti, 4.000.000 rifugiati espatriati (quasi quanto la popolazione dell’intera Irlanda) a cui vanno aggiunti circa 7,8 milioni di sfollati all’interno del paese. Questi sono solo alcuni degli impressionanti numeri della guerra in Siria, una delle maggiori catastrofi umanitarie dal secondo dopoguerra ad oggi.
Nonostante i milioni di rifugiati che si sono riversati in Europa per sfuggire alla furia della guerra, la stragrande maggioranza della popolazione siriana ha deciso di rimanere nel suo paese per tentare di ricostruire la propria normalità. In quest’ottica il mio lavoro si è focalizzato ad esempio su una famiglia di Homs, che dopo essere stata sfollata per ben cinque volte, alla fine è ritornata nel proprio quartiere di origine per ricostruire la propria casa e la propria attività commerciale.
Ho indagato anche la situazione degli IDPs, raccontando la situazione di alcune famiglie raccolte in una delle tante strutture governative per sfollati interni della città di Tartous.
In un ex edificio scolastico trovano alloggio decine di nuclei familiari, ciascuno dei quali viene ospitato in una stanza nella quale trovano una collocazione tutti gli effetti personali scampati alla devastazione, trasformandola nel proprio personale microcosmo.
E poi c’è Palmira la “perla del deserto” riconquistata all’ISIS nel marzo 2016 (in questi giorni di nuovo sotto il controllo dei tagliagole ndr) ed al tempo del mio reportage retta da un governatorato militare, dove più lentamente che altrove i civili stavano facendo ritorno.
In uno scenario di struggente bellezza, la furia iconoclasta dell’ISIS ha lasciato il suo marchio indelebile distruggendo parte del patrimonio archeologico della città e del mondo intero ed sottraendo al museo comunale, alcuni tra i suoi pezzi più pregiati.
Non mancano inoltre, a completare il quadro, immagini scattate a Damasco, ormai da tempo in massima parte pacificata. Nella capitale più che altrove il ritorno alla normalità è un fatto quasi del tutto assodato nonostante la presenza di check-point disseminati un pò ovunque e l’assenza di turismo, un tempo uno dei motori principali dell’economia della città.

Bianchi Giorgio Bianchi nasce a Roma nel 1973.
Ha avuto da sempre una grande passione per la fotografia al punto di lasciare anni fa il suo lavoro a tempo indeterminato per dedicarsi completamente ad essa.
Dopo un paio di anni trascorsi nel Sud-est asiatico, lavorando come assistente per un fotografo che organizzava workshop, ha finalmente deciso di intraprendere la sua carriera di fotoreporter.
Nella sua fotografia cerca di porre sempre l’accento sulle questioni politiche, sociali ed antropologiche. Le sue immagini sono state esibite in numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero: Strand Gallery (Londra), Royal Geographical Society (Londra), MIBAC (Roma), C40 Major Summit ( Città del Messico).
Il suo lavoro è stato pubblicato su giornali e riviste nazionali ed internazionali (Il Guardian, Il Manifesto, Gente di Fotografia, Fotografia Reflex, Il Venerdì di Repubblica, Left, ) oltre che su numerose gallerie on line tra le quali spicca il Forward Thinking Museum.
Giorgio Bianchi ha ricevuto svariati premi e menzioni d’onore: Best New Talent all’edizione 2014 del PX3 di Parigi, overall winner all’edizione 2014 del Terry O’ Neill Award, Discovery of the year all’edizione 2014 del Monochrome Award, overall winner all’edizione 2015 del Lugano Photo Days (Open category), finalista all’edizione 2015 del Manuel Rivera-Ortiz Foundation for Documentary Photography & Film Grant, Top Finalist al 2016 Visura Photojournalism Grant.