IL BELPAESE
Fotografie di Claudio Argentiero, Giuseppe Cozzi, Mario Vidor, Alessia Recupero, Raffaele Montepaone, Virgilio Carnisio
1 APRILE 2017 – 30 APRILE 2017
BOTTEGA ARTIGIANA

VIA ZAPPELLINI, 4 – BUSTO ARSIZIO (VA)

Orari visita: da lunedì alla domenica dalle 15 alle 19

Chiuso il 15, 16, 17 aprile + 24 e 25 aprile

 
 

Nome Autore Raccontare l’Italia, in un momento in cui il Paese vive un travaglio difficile sotto il punto di vista sociale, è sicuramente un modo per riappropriarsi di un presupposto favorevole, quello della bellezza e della meraviglia, che i fotografi pubblicati hanno saputo cogliere con vedute intime e personali, offrendo la loro idea della penisola, afflitta molto spesso da ferite irreparabili e scempi amministrativi, ma anche fiera dell’arte e della cultura che sa esprimere.
Attraverso le più estese e articolate ricchezze ereditate dalla storia, da preservare e propagare, per vivere di sentimenti e ispirazioni, e non solamente di produzioni alienanti, l’Archivio Fotografico Italiano ha deciso di pubblicare questo volume, che si aggiunge ad una collana di pregio editata nel tempo, presentato con una mostra ad Arles in Francia nel mese di luglio 2016, per approdare a ottobre a Grenoble, e infine in Italia, nelle librerie nazionali. Un impegno culturale duplice, legato alla promozione della fotografia italiana e nel contempo della nazione, con una idea distante dalla mera raffigurazione turistica, per inoltrarsi in una più consapevole e partecipata rappresentazione dei luoghi, anche critica, ma pur sempre amorevole e speranzosa. Lo studio complesso dell’impaginazione primaria, affidato ad Alfiuccia Musumeci, edotta in materia, ha permesso di coniugare estetica e contenuti, trasformando i singoli progetti in un unicum che dal colore perviene al bianco e nero, mettendo a confronto stili e linguaggi e trovando le più consone correlazioni dialettiche.
Il libro inizia con una serie di Claudio Argentiero, dal titolo ETNEI, viaggio in Sicilia. Una sorta di itinerario che dalla città di Catania percorre la provincia, in un susseguirsi di vedute urbane e di paesaggi agresti, per giungere alle pendici dell’Etna, dalla luce tonante, che carica di sensualità l’intero progetto. Una sensualità che si ritrova nelle forme sinuose modellate dalla lava, ma anche tra le increspature materiche dei muri grevi o nelle impenetrabili viuzze catanesi, dove si svolge la vita, per cogliere nel volo dei gabbiani che signoreggiano eleganti sopra il mercato del pesce, rapporti antichi che l’uomo ha dominato, venendo ai borghi dimenticati dal fascino arcaico, che si stagliano su alture prosperose e borghi originari, per giungere ai paesaggi spezzati da grandi pale, che appaiono imperanti e nel contempo devastatrici, che il colore allevia.
Le PELAGIE hanno invece affascinato Giuseppe Cozzi, che nel suo peregrinare ha colto non solo la armonia dei luoghi, ma anche quello che rappresentano come approdo per l’immigrazione. Le immagini, dalle sfumature policrome, rendono la magnificenza di queste località, poste sul lembo estremo dell’Europa, dove regna il silenzio, spezzato da esistenze oppresse, che non appaiono, ma delle quali si sente la presenza. Tra le vie, nelle baie e nelle estese vedute marine, si colgono i valori primari dell’uomo, che ricerca nella quiete l’origine del tempo, il senso della natura e l’energia delle pietre, che si rafforzano vicendevolmente, delineando profili dall’effetto ascetico.
Scopriamo negli scatti coinvolgenti di Mario Vidor, di BOLSENA e il paradiso dei ricordi, un luogo dal respiro appartato posto tra l’Umbria e la Toscana, lambito dai deflussi del lago e racchiuso tra palazzi storici e panorami smisurati, interrotti da strutture balneari e turistiche che riconducono ai tempi moderni. L’Autore, con capacità narrativa, ci conduce tra i muri antichi che corrono verso il lago, a tratti impenetrabili, o sulle spiagge inghiottite dalle acque, dove imbarcazioni solitarie paiono navigare avviluppate tra le nuvole, lasciando affiorare grafismi tratteggiati dalla natura e dall’uomo, in una dimensione cromatica dai toni lievi.
Alessia Recupero si occupa invece di artigianato artistico, rivolgendo alla COMPAGNIA COLLA, marionettisti di livello internazionale, la propria ricerca, affascinante e avvincente. Si scopre nel suo lavoro la forma e la creatività che fin dal ‘700 identifica la storia di questa famiglia, che da generazioni forgia manualmente burattini, intrecciando storie passate e attuali, dando vita a rappresentazioni teatrali appassionanti. Uno spettacolo, quello messo in scena dall’autrice, che ci guida dentro un mondo senza tempo, dove i volti appaiono all’improvviso, strambi o inquietanti, instaurando un dialogo emotivo con chi li foggia, li veste e li osserva, concedendo la loro amabile rappresentazione scenica.
Veniamo al bianco e nero di Raffaele Montepaone, un lavoro dal titolo LIFE, che documenta lo stile di vita di anziani della Calabria, che l’autore gira ampiamente per lungo tempo, studiando un fenomeno che mette in relazione l’ambiente con l’aspettativa di vita, il sapere con la tradizione. Le fotografie, dai forti contrasti, ci mostrano facce solcate dal tempo e dalla fatica, persone mai rassegnate e fiere delle proprie radici, che conciliano una esistenza semplice con una apparente religiosità, in equilibrio tra confessione e fede. Simbolismo o dogma, credenze popolari o sapienze, queste genti hanno vissuto davvero di poco, e le fotografie di Montepaone mettono in scena un oggettivismo che si dipana tra ambienti interni ed esterni, inquadrati abilmente, suscitando una riflessione sulle matrici della civiltà contadina, senza archetipi fuorvianti. A parlare sono i volti, arricchiti da una gestualità eloquente.
Il libro si conclude con una serie di fotografie di Virgilio Carnisio, dal titolo ISTANTANEE ITALIANE, provenienti dal preponderante archivio personale, che ripercorrono senza nostalgia gli anni ’60 e i decenni a seguire, fino agli anni’90, riappropriandosi del senso analogico dell’indugio e dell’attesa, della sobrietà e del tempo dilatato. Passano così in rassegna momenti di vita e architetture, che appaiono come istanti dal palpito mite e paziente, in cui le persone sembrano essere state collocate dall’autore in quel punto preciso, che diviene decisivo. Pochi scatti, ma un’alta bravura di cogliere l’attimo, d’arrangiare la composizione, di comunicare emozioni, di farci rivivere in un periodo sospeso, ritrovato nella scatole con stupore autentico, che non può lasciare indifferenti. Come una rivelazione, le fotografie di Carnisio si presentano nella loro più semplice essenza, e forse è per questo che fanno il paio con l’unità della percezione e del sentimento, che si tramutano in una significante passione condivisa.. Un libro da sfogliare, con tranquillità, per ritrovare le storie, l’ambiente, il colore, l’uomo, l’arte e gli spazi che rivelano la quintessenza dell’Italia, quella scelta dai fotografi. (Claudio Argentiero)