UNA CASA TUTTA PER SE’
Fotografie di ANDREA BALLARATTI
18 marzo – 30 aprile 2017
PALAZZO MARLIANI CICOGNA

Piazza Vittorio Emanuele II – Busto Arsizio (Va)

Orari visita: martedì, mercoledì e giovedì 14.30-18.30 / venerdì 9.30-13 e 14.30 18 / sabato 14.30-18 / domenica 15-18,30 – ingresso libero

Chiuso: domenica 16 aprile  2017 Pasqua - 25 aprile

Accesso facilitato ai diversamente abili.

 
 

ANDREA BALLARATTI “Una casa tutte per sé ” è un progetto che si occupa di donne, donne che per ragioni differenti rimangono sole, una condizione tanto comune quanto poco raccontata. Le famiglie composte da una sola persona sono infatti al momento la forma più diffusa di organizzazione sociale, in esponenziale aumento le donne.
Una riflessione sulla dimensione della solitudine e delle connotazioni che può assumere in contesti molto differenti, raccontando due storie, due donne.
Matavia vive da sola in campagna vicino ad Alghero, ha due nipoti che vede circa una volta all’anno.
Giuseppina vive da sola nello stesso appartamento vicino allo stadio da 30 anni, 9 anni fa è mancato suo marito.

Le foto hanno ispirato il commento narrativo di Alessandro Barbaglia che ha descritto una parabola di vita dalla nascita al momento in cui, soli, bloccata la corsa del tempo, ci si accorge di dove si è arrivati e delle strade fatte.


ECCOMI
di Alessandro Barbaglia


Era mattina, è cominciata così, mi pare.
Ricordo che respiravo a fatica. Poi meno, poi sempre meno. Sempre meno a fatica, intendo.
Ed era bello correre e in quanti eravamo a correre fin davanti alla scuola! Quanti!
Ricordo gli zaini rimbalzare sulle nostre piccole spalle, qualche ginocchia sbucciata, la via che porta al mare, i condomini, le lezioni tutti zitti. Poi la campanella. E via: a correre.
Il mio banco era di formica verde, la mia compagna di qui, e la mia compagna di là: tutto aveva un nome.
Bella.
Bella era il mio. Perché ero bella, me lo dicevano tutti al ping pong che ci guardavamo giocare i grandi dietro le ventole dei frigoriferi pieni di bibite, dove eravamo? Piccoli eravamo.
Ed è sempre il mare quello a cui correre?
E' stato tornando da lì che siamo andati al liceo. Sempre di corsa. La mattina, il pullman, la strada, fai presto, fai presto!
Mi nascondevo nelle spalle quando c'erano le domande, stavo dietro la selva di braccia alzate che la sapevano lunga, ed era bello in quegli anni essere in tanti.
E poi lui: correva.
Correva anche lui.
“Hai visto? Corre anche lui” ho detto alla mia amica quando ti ho visto.
“Ehi! Ma corri anche tu!?” hai detto a me quando mi hai vista.
Tu eri sempre con quelli più grandi, correvate di più, e io quando arrivavo dove eravate voi, voi eravate già più avanti.
E' per quello che si corre, no? Per andare, no? Per andare avanti, vero?
E poi correndo mi hai aspettato.
Andiamo, hai detto.
Sì, ho detto.
Ricordo le campane soprattutto.
Che bello, hai detto
Sì, ho detto.
Che corse!
Il bacio è come voler dire qualcosa che puoi sentire solo tu, detto piano piano dalla mia lingua alla tua bocca.
Soli.
Ti va di correre ancora?, hai detto.
Dove?, ho detto.
Veloce, hai risposto.
E' così che succede tutto, no? Veloce. Tutto veloce.
Correvamo sempre. Con tutti. Come tutti.
A quei tempi eravamo ancora tanti, poi meno, poi sempre meno, poi.
Poi.
Poi Dove sei?, ho chiesto.
Qui, hai detto.
Qui dove
Qui, hai sussurrato
Dove?
Non ha più detto niente.
Corro un po' meno adesso, lo sai?
Con meno foga. Con meno forza. Con meno folla.
Sola.
Forse cammino.
Qualche volta guardo le mie mani sotto la luna, mi sembrano vecchie.
“Che fai lassù?”
“Chi io?”
“Hai tutto l'universo, perché stai lassù tutta sola?”
“Ma chi, io o tu?”
Mi dice la luna.
Però vado ancora, sai?
Quando ci sono io c'è sempre meno gente dove vado io.
Sempre meno.
O forse sono sola.
Però vado ancora, sai?
Sola.
Vado ancora. O forse sono solo arrivata.
Eccomi: qui

Ballaratti BIOGRAFIA
Andrea Ballaratti, classe 1977, è nato e vive a Novara.
Inizia la sua formazione da autodidatta e successivamente partecipando a workshop e seminari di autori legati alla fotografia documentaria e di reportage, per poi proseguire il suo percorso con il diploma in Photo Storytelling alla Bauer di Milano.
Collabora con alcune riviste nel settore moto/costume e si occupa di ritrattistica per privati e per l’editoria.
Negli ultimi anni si avvicina sempre di più alla fotografia di reportage su temi sociali, inizialmente effettuando un progetto sulla routine lavorativa dal nome “Lo stesso giorno” che nel 2015 viene pubblicato da un nota rivista di settore.
Attualmente sviluppa progetti multimediali per la promozione delle attività di alcune associazioni/onlus tra cui il suo ultimo progetto sul reparto di Terapia Intensiva Neonatale dell’ Ospedale Maggiore di Novara.
Il suo lavoro “Una casa tutta per sé” si aggiudica il Premio Portfolio 2016 al Festival Fotografico Europeo organizzato dall’ Archivio Fotografico Italiano.